
Non ci siamo dimenticati della visita di Spogli a Vicenza;
non ci siamo dimenticati di quanti, dopo aver incontrato
l’ambasciatore americano, si affrettarono a schierarsi a
favore della costruzione della nuova installazione militare,
evidentemente spinti da proposte economiche e futuri affari
promessi.
Non ci dimentichiamo del sig. Gianni Zonin, che quel giorno
ospitò l’ambasciatore per l’ultimo incontro in città
presso la Banca Popolare di Vicenza. Non dimentichiamo chi
ha dato agli affari la precedenza rispetto al futuro della
città. Non dimentichiamo, e lanciamo il boicottaggio.
No Dal Molin, non bere vini Zonin; Domenica saremo di fronte
a Vinitaly, la fiera del vino di Verona, con un presidio
musicale, conviviale e ludico. Al nostro fianco ci saranno
gli organizzatori di criticalwine e tanti piccoli produttori
che offriranno vini e prodotti della loro terra in
alternativa ai vini di Zonin.
Non ci limiteremo a non bere vini di guerra, ma inviteremo
anche i giovani a non aprire i nuovi conti Feelfree alla
Banca Popolare di Vicenza perché vogliamo una città
warfreee. Invitiamo inoltre i vicentini a cancellare i
propri conti in forma collettiva contattandoci al sito
www.altravicenza.it oppure direttamente al Presidio
Permanente. Un boicottaggio che, attraverso internet,
cercheremo di estendere su scala nazionale e internazionale.
L’imprenditore Zonin sosteneva di non conoscere vicentini
contrari al Dal Molin (15 gennaio, Corriere della Sera)? Ci
impegneremo a presentargli il più alto numero possibile di
cittadini fortemente contrari; lo faremo attraverso il
boicottaggio. Le imponenti manifestazioni non sono bastate a
convincerlo della contrarietà della popolazione?