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Pubblicato il 12/05/2009 da nodalmolin
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Rinunciare al progetto è l'unica soluzione
Il patto che Achille Variati ha stretto con la città prima del ballottaggio che lo ha eletto sindaco non prevede la riduzione del danno per la realizzazione della nuova base statunitense, bensì la tutela della città; e, come dichiara lo stesso sindaco, qualunque ubicazione sarebbe dannosa rispetto alle aspirazioni della città del Palladio.
Fu lo stesso Variati, prima della consultazione popolare autogestita, a spiegare che tra ragion di Stato e ragioni della comunità locale può esserci un conflitto; accettare la nuova base statunitense con un'altra localizzazione significherebbe abbassare la testa di fronte alle autoritarie imposizioni del Governo abbandonando le ragioni della comunità vicentina. Il conflitto, invece, rappresenta, diversamente da quanto affermano i burocrati della Lega Nord, il modo per affermare l'autonomia dei territori e decidere il futuro della propria città.
Cosa diventerà Vicenza nel 2020 con le basi militari statunitensi e Africom? La scelta è tra due diversi modelli di città: la prima, imposta, militarizzata; la seconda, costruita a partire dai bisogni dei cittadini, libera dalle servitù militari.
Vicenza ha diritto a una Valutazione d'Impatto Ambientale non solo sulla tangenziale ma anche sul progetto statunitense; così come i cittadini hanno il diritto di conoscere cosa sta avvenendo all'interno del Dal Molin: il Sindaco dovrebbe battersi perché tecnici autorevoli possano ispezionare l'area dove – è sufficiente osservare dall'esterno – stanno avvenendo palesi illegalità.
Dal 2 dicembre 2007 – ovvero dalla prima grande manifestazione – gran parte dei cittadini vicentini si oppongono al progetto statunitense, ovunque esso sia collocato; perché Vicenza aspira a un futuro molto diverso da quello imposto con la militarizzazione del territorio. E il prossimo 4 luglio la città, affiancata da quanti si oppongono in tutta Italia alla guerra e alla militarizzazione, dimostrerà ancora una volta di non essere rassegnata ad abbassare la testa.
Presidio Permanente, Vicenza, 12 maggio 2009
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